Al Borghetto dei pescatori di Ostia le prime case di Roma ad impatto zero

Al Borghetto dei pescatori di Ostia le prime case di Roma ad impatto zero

Al Borghetto dei Pescatori di Ostia, storico primo insediamento del litorale romano, sono state costruite le prime case di Roma che, per essere illuminate e riscaldate, non emettono anidride carbonica nell' aria e sono anche autonome dal punto di vista energetico. Infatti utilizzano l'energia geotermica per il riscaldamento e quella solare per l' energia elettrica e per l' acqua calda sanitaria.

Queste case sono state realizzate dalla Società Cooperativa Edilizia del Borghetto che ha investito 40 000,00 euro per ogni unità abitativa per diminuire l' emissione di CO2. Grazie a questa opera la società ha vinto il bando di concorso "Roma energia" della provincia di Roma, la quale premiava i progetti più validi per l' utilizzo di energie naturali e sostenibili. Il premio ammontava ad oltre 500.000 euro.

Il presidente della cooperativa, Domenico Pizzuti, ha dichiarato: "Il Piano di Zona di Edilizia Residenziale Pubblica previsto al Borghetto dei Pescatori, ad Ostia, prevede 80 alloggi, tutti realizzati secondo le regole della bioedilizia. Si tratta del progetto italiano che al momento presenta i parametri più alti di efficienza e risparmio energetico". Questo è stato possibile grazie ad un maggiore isolamento delle pareti, che ha ridotto così del 10% il fabbisogno di energia e, specialmente, all’ utilizzo dell’energia geotermica.

Quella geotermica è una forma di energia rinnovabile che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre. Infatti queste case prendono, tramite delle sonde geotermiche, il calore a 130 metri di profondità dove la temperatura sarà di circa 21,7° C. Tramite dei tubi, i quali contengono un liquido, il calore verrà portato in superficie. Infine arriva in una pompa di calore (alimentata dall'energia eletrica proveniente dai pannelli fotovoltaici), dove il liquido verrà riscaldato e arriverà a circa 36°C. Per il riscaldamento, poi, non sono stati utilizzati i termosifoni, ma dei tubi a serpentina che passano sotto al pavimento (pavimenti radianti) e riscaldano o raffrescano l' appartamento.

Sono stati utilizzati anche una serie di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, che consentirà di risparmiare l’82% dell'energia primaria occorrente anzichè il 50% di legge.

Grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici si produrrà energia elettrica che alimenterà le pompe di calore e buona parte delle utenze degli edifici. Nei periodi estivi le eccedenze di produzione energetica dei pannelli fotovoltaici alimenterà la rete urbana, acquisendo “crediti di energia” come previsto dal "Conto Energia" di recente istituzione da parte del Governo.

Il consumo di energia di ciascuna palazzina risulterà di circa 27 tonnellate di anidrite carbonica l'anno. Rispetto ai limiti imposti dalla normativa nazionale, gli impianti solari che verranno realizzati permetteranno di evitare di immettere nell'atmosfera circa 7,7 tonnellate di anidrite carbonica.

Queste abitazioni sono molto all' avanguardia e consentono un notevole risparmio, ma purtroppo ce ne sono soltanto quattro, POCHISSIME,  rispetto a tutte le altre case di Roma.

Se tutte le abitazioni di Roma fossero così non ci sarebbe più il problema dell'inquinamento e diminuirebbe il bisogno di combustibili fossili, che in questo momento sono in esaurimento.

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