"Faccio la giornalista perché è un mestiere che ti permette di toccare l'anima del mondo"

"Faccio la giornalista perché è un mestiere che ti permette di toccare l'anima del mondo"

Abbiamo intervistato Federica Angeli, dove ci racconta la sua esperienza e ci dà consigli sul mondo d'oggi .   La sua storia è un messaggio per tutti noi, che, pur mettendo in pericolo la sua vita, trova il coraggio di sfidare persone potenti del nostro litorale. Qui di seguito riportiamo la sua intervista:                                     

Come è cominciata questa "guerra" tra lei e le famiglie mafiose?

Io non sono in guerra con nessuno. La mia lotta, moralmente e da cittadina, è contro l'illegalità in tutte le sue forme. Come giornalista, occupandomi di cronaca nera e giudiziaria, ho l'obbligo deontologico di dar conto di tutto ciò che registro e fotografo quando studio una realtà. Ecco quindi che quella che lei definisce "guerra" inizia nell'estate del 2013 quando il mio giornale, La Repubblica, mi incarica di fare un'inchiesta sul malaffare a Ostia. Io ho lavorato sul territorio e ho pestato piedi e a persone potenti e cattive che per troppo tempo l'hanno fatta da padroni, divorando l'economia del litorale e inquinando le coscienze.

E' pericoloso girare per Ostia ?

Io non posso girare molto per Ostia a dire il vero da quando vivo sotto scorta. Per un normale cittadino invece Ostia è un quartiere bellissimo - come dico sempre è un paradiso abitato da diavoli - dove se non dai fastidio, non sei un pericolo per nessuno e quindi nessuno ti fa del male.

Ha mai pensato di cambiare città?

No. Abito a Ostia da quando sono piccola. Non lascerò il mio quartiere perchè chi vuole farmi del male mi vorrebbe altrove. E poi credo che il fastidio di incontrarsi per strada debba essere reciproco. Come purtroppo è accaduto.

Esistono delle associazioni antimafia ad ostia?Quali sono?Come funzionano?

Sì, c'è l'associazione Libera che è un'associazione seria e operativa sul nostro territorio. Sono dei ragazzi davvero speciali quelli che lavorano per Libera di Ostia, che io conosco personalmente. Si muovono con molta difficoltà, ma ad esempio quest'anno hanno preso in gestione delle spiagge tolte alla malavita e su quelle spiagge stanno organizzando eventi molto carini e alla portata di tutti.

Lei consiglierebbe ad un ragazzo di farne parte?

Sì, con tutta l'anima. Per chi vuole seguire un percorso di legalità, avvicinarsi a Libera credo sia un modo concreto e tangibile di far sentire la propria voce e la propria distanza dal malaffare.

Pensa che si possa sopprimere la mafia?

Sono un'ottimista di natura, ma per poterla sopprimere credo ci voglia una rivoluzione civile e culturale. Dal basso noi cittadini possiamo indignarci, prendere le distanze e denunciare, dall'alto, la magistratura romana, quella giudicante, potrebbe cominciare a credere che la mafia autoctona esiste, e dunque iniziare a condannare e a rendere onore al lavoro svolto dalle forze dell'ordine e dai magistrati inquirenti.

Si è mai pentita di fare la giornalista?

No mai. E' il lavoro che ho sempre sognato di fare e non lo lascerei neanche se vincessi al supernalotto.

Noi siamo molto colpiti dalla sua esperienza, ma ne vale davvero la pena diventare un giornalista? lei cosa ci consiglia?

Per essere dei bravi cittadini non si deve necessariamente diventare giornalisti. Ma una cosa posso consigliare a chi ha la passione di raccontare il mondo con i propri occhi: è un mestiere davvero incredibile, un mestiere che ci permette di toccare l'anima del mondo e di portarla in superficie. Di toccare le corde più profonde di una persona e di prendersene cura quando con l'inchiostro si trasforma in un articolo. E' un mondo magico quello del giornalismo, ma è una vita durissima, piena di sacrifici e di rinunce, piena di bocconi amari da ingoiare e di pericoli. Insomma, se non si ha il pelo sullo stomaco è meglio rinunciare. Ma se è la passione e la curiosità per la vita ad animarvi, allora questo è il vostro mondo. Coraggio.

 

 

di Lavinia Di Giorgio