Quando il cibo diventa un incubo

Quando il cibo diventa un incubo

Anoressia e bulimia:quando il cibo diventa un incubo

 

Guardale, senz'altro sono belle. Le vediamo ovunque in TV, nei giornali e nelle pubblicità. Modelle con i capelli morbidi e lo sguardo profondo, ma soprattutto magre, magrissime. La società di oggi ha fatto dell'eccessiva magrezza un pregio. Ed ecco che tra le persone, in modo particolare tra le ragazze dai 13 ai i 30 anni d'età, scatta l'emulazione. Sempre attente alla forma, sempre accorte quando si tratta di mangiare, fino a quando la cosa degenera e diventa un'ossessione, una vera e propria malattia. Si ha il terrore di ingrassare e quindi si comincia a rifiutare ogni sorta di cibo e, se alle volte si cede alla tentazione di ingerirne piccole quantità, poi ci si provoca il vomito o ci si sottopone a lunghe ed estenuanti attività fisiche. Allora si può dire che la situazione è grave perché si parla di anoressia, una malattia di cui in Italia soffre l'1% delle ragazze e che per il 10 % dei casi è mortale, perché l'anoressia può portare il peso corporeo a meno dell'85% di quanto ritenuto ideale.

Sono convinta che almeno in parte questi casi potrebbero essere evitati con un controllo elevato dei messaggi dei mass-media.

 

Gli anoressici talvolta si abbandonano al senso di fame e mangiano gigantesche quantità di cibo. Se queste abbuffate hanno cadenza perlomeno settimanale allora ci si trova davanti alla bulimia, un'altra malattia del benessere. Queste spiacevoli e complicate patologie prevedono una cura che coinvolge più specialisti. Il primo passo verso la guarigione però deve essere fatto autonomamente: è il paziente che decide di voler guarire, altrimenti ogni cura è inutile.

 

 

 

 

Serena Garofalo IIC

 

 

di