Niente bullismo, siamo alla Vivaldi

Per saperne di più abbiamo fatto un' intervista alla nostra preside, Milena Nari, ad una nostra professoressa, Alessia Fiabane e ad una nostra compagna di classe, che una volta si è sentita vittima di un bullo

Milena Nari è alla scuola Vivaldi da quattro anni. Ci ha detto che il suo compito principale è quello di organizzare l'attività in modo che tutti quelli che vi operano, lo possano fare al meglio delle loro possibilità. Un modo di essere e di lavorare che a quanto pare rassicura l'utenza scolastica. Infatti, da quando c'è lei, la Vivaldi ha raddoppiato gli iscritti.

- Preside, cosa pensa del bullismo?

Penso che sia un fenomeno che è causato dalla tristezza personale dei soggetti violenti perché sono tristi e soli.

Ci sono stati casi di bullismo nella nostra scuola?

No. Ce n' è stato uno nello scorso anno ed è stato allontanato.

-Come ha reagito?

Ho applicato il regolamento d' istituto, ho parlato con il ragazzo e lo ho aiutato a trovare un percorso più idoneo a lui.

Quali sono le cause del bullismo?

Il bullismo nasce dalla solitudine, vive nell' emarginazione e si esprime attraverso la violenza.

 

Abbiamo inoltre chiesto "aiuto" ad Alessia Fiabane la nostra professoressa di italiano,lavora  nella scuola Vivaldi da tre anni. Lei è molto giovane e simpatica,e le piace la letteratura, e le piace leggere molto. Alessia Fiabane  spiega benissimo, talmente bene che sembra che  i racconti li viviamo in prima persona.    

Professoressa. cosa  pensa -del bullismo?

Secondo me è un fenomeno deprecabile.

-Come si può sconfiggere?

Rendendo i ragazzi più consapevoli, parlarci e aiutarli

- Se una persona viene picchiata o fermata da un bullo, cosa deve fare?.

Non mettersi nella condizione di essere da solo e chiedere aiuto.

Deve denunciare? A chi?

Si. Quando se la sente. Ad una persona di cui si fida, possibilmente ad un adulto.

 

Infine, intervistando i nostri compagni di classe è emerso che una nostra amica è stata vittima di bullismo, quindi abbiamo pensato bene di intervistare anche lei:

Perché sei stata vittima di bullismo?

A causa del fatto che io sono atea. Lui era molto credente e a causa di questo mi derideva alzando la voce e a volte dandomi delle schicchere sulla testa.

Come ti sentivi?

Male, non accettata. Volevo farmi accettare perché penso che tutti dobbiamo essere amici.

Ti sei confidata?

Sì, l' ho detto alla mia maestra, ma non ci ha creduto. Poi con nessun altro.

Perché?

Non mi va di rattristare gli altri con questa storia.

Quando pensi a quell' episodio cosa provi?

Un pò di pena per lui perché secondo me era vuoto.

Che messaggio vorresti mandare alle persone che oggi sono vittime di bullismo?

Lasciate pure che parlino, non fatevi condizionare e ditelo a un vostro amico.

Pensi che gli amici ti possino dare protezione in questi casi?

Sì, moltissimo.

di Federica Migliardi