l'America in Afghanistan

La morte dei tre civili avvenne all'incirca intorno al 9 maggio scorso. Il Pentagono non ha potuto fornire molti dettagli sull'accaduto, ma ha spiegato che i tre sono stati uccisi a un posto di blocco nella provincia centro-settentrionale irachena di Salahuddin. L'inchiesta deve chiarire se gli iracheni stavano minacciando i militari americani o se questi ultimi hanno agito «in modo improprio», usando la forza contro i tre civili. Al momento della morte, i tre civili si trovavano sotto custodia di una compagnia americana, come stabilito dai primi dati raccolti. Molti commilitoni dei responsabili avevano segnalato la vicenda ai superiori.

La strage di Haditha fu perpetrata il 19 novembre 2005 nella cittadina irachena di Haditha, nella provincia di Anbar a maggioranza sunnita: una squadriglia della United States Marine Corps uccise ventiquattro civili iracheni ferendone altri, come rappresaglia per la morte, dovuta allo scoppio di una bomba rudimentale, del caporale Miguel Terrazas.

La versione che il battaglione verbalizzò sosteneva che la morte dei civili fosse da attribuire ad una bomba esplosa nelle vicinanze, tuttavia alcuni reportage giornalistici pubblicati circa l'anomalo avvenimento contraddissero questa versione. Un'inchiesta militare accertò che ventiquattro civili disarmati, donne e bambini inclusi, furono assassinati da dodici militari statunitensi del 3º battaglione.

Solo il 17 maggio 2006 fu appalesata la versione ufficiale degli eventi, grazie alle dichiarazioni di un membro del Congresso degli Stati Uniti che confermò la ricostruzione della stampa. Alle 7.15 del 19 novembre 2005 il caporale Miguel Terrazas, un giovane di vent'anni, è ucciso da un ordigno rudimentale che ferisce altre due persone. I marines fermano un taxi che arriva incontro al loro convoglio sulla strada principale, uccidendo quattro studenti e l'autista, poi si dividono entrando in quattro case nelle vicinanze: nella prima (casa Waleed) uccidono sette persone, tra cui due donne ed una bambina; nella seconda (casa Younis) uccidono otto persone, tra cui sei donne; la terza e quarta casa appartengono allo stesso nucleo familiare Ayed, nella casa del padre vengono uccisi quattro uomini mentre nella casa del figlio sono tenuti prigionieri donne e bambini. Nelle ore successive i sergenti della compagnia e qualche ufficiale superiore fanno ripulire il campo di battaglia, cercando di insabbiare l'accaduto di fronte ai diretti superiori.

Successivamente alcuni "cadaveri sono stati trovati con le mani legate" e almeno una casa "è stata fatta saltare in aria."

Il massacro di My Lai, conosciuto anche come massacro di Song My, fu un massacrodi civili inermi che avvenne durante la Guerra del Vietnam, quando i soldati statunitensi della Compagnia Charlie, della 11a Brigata di Fanteria Leggera, agli ordini del tenenteWilliam Calley, uccisero 347 civili - principalmente vecchi, donne, bambini e neonati. Il massacro avvenne il 16 marzo 1968 a My Lai, una delle quattro frazioni raggruppate nei pressi del villaggio di Song My, nella provincia di Quang Ngai a circa 840 chilometri a nord di Saigon. I soldati si abbandonarono anche alla tortura e allo stupro degli abitanti.

Come venne riferito da un tenente dell'esercito sudvietnamita ai suoi superiori, fu una atroce vendetta, che avvenne poco dopo uno scontro a fuoco con delle truppe Viet Cong che si erano mischiate ai paesani.

Il massacro fu fermato dall'equipaggio di un elicottero dell'esercito USA in ricognizione, che atterrò frapponendosi tra i soldati americani e i superstiti vietnamiti. Il pilota, sottufficiale Hugh Thompson Jr., affrontò i capi delle truppe americane e disse che avrebbe aperto il fuoco su di loro se non si fossero fermati.

Mentre due membri dell'equipaggio dell'elicottero - Lawrence Colburn e Glenn Andreotta - puntavano le loro armi pesanti contro i soldati che avevano preso parte alle atrocità, Thompson diresse l'evacuazione del villaggio. I membri dell'equipaggio vennero accreditati di aver salvato almeno 11 vite. Esattamente trent'anni dopo, i tre vennero premiati con laSoldiers Medal, l'onorificenza più alta dell'esercito statunitense per atti di coraggio che non coinvolgono il contatto diretto col nemico.

di Pierluigi Masucci