L'ANT, l'associazione che cura i sofferenti di tumore nella propria casa

L'ANT, l'associazione che cura i sofferenti di tumore nella propria casa

“Quando quel caldo pomeriggio di luglio i medici mi dissero che mio padre era allo stadio terminale della malattia non riuscivo a crederci, mi rifiutavo di crederci. Fu davvero uno shock. Non potevo accettare che mio padre stesse per morire. Tutto insieme fui avvolto da un grande freddo ed un pianto straziante mi travolse”.

Ecco queste sono le parole di mio padre che mi ha raccontato il momento in cui ha saputo che nonno Gianni era un malato terminale non più operabile. Raccontare la mia storia serve ancora oggi per comunicare sentimenti, per far comprendere meglio a familiari e amici sconvolti dal dolore come reagire. Subito ci si interroga su come comportarsi per il bene della persona cara, o se si riuscirà a vedere la persona cara soffrire o ancora molti temono che non sapranno come comportarsi durante le ultime ore di vita della persona amata.

Quando una persona cara si ammala gravemente è normale sentirsi in pena. Addirittura i medici che ti assistono, generalmente dotati di una lunga esperienza, spesso si sentono turbati ed impotenti nell’affrontare le necessità fisiche ed emotive che i malati terminali richiedono. Essendo l’uomo fatto a somiglianza del nostro misericordioso e compassionevole Dio, noi ci comportiamo come Gesù che rifletteva il Padre. Quando vedeva persone gravemente malate Gesù era “mosso a pietà” (Vangelo Matteo) e così con Lazzaro si turbò a tal punto per il dolore manifestato dai parenti che “cedette alle lacrime” (Vangelo Giovanni).

Subito ci si interroga su cosa possiamo fare noi per poter consentire alla nostra persona amata di affrontare la quotidianità e l’eventuale morte annunciata.

Ecco la prima cosa da fare è evitare di incolpare qualcuno o qualcosa per la grave malattia che ha colpito il nostro caro.

E’ necessario ascoltare il nostro caro quando si propone, quando esprime i suoi ricordi. E’ importante guardarlo negli occhi, concentrarsi sulla persona che abbiamo ancora lì davanti a noi e non essere travolti dalla malattia e dai suoi mille risvolti. Deve prevalere sulla malattia il nostro amore per lui. E’ importante concentrarsi su di lui, sulla sua vita attuale che ancora gli viene concessa, sui suoi ricordi.

Ovviamente non dobbiamo trattenere i nostri sentimenti, i nostri silenzi se importanti, i nostri atteggiamenti più spontanei. Ci pensa già la nostra persona cara ad evitare di parlare del domani, di importanti problemi personali. Generalmente il silenzio non aiuta; il malato deve essere messo al corrente della situazione e messo in condizione di mantenere una adeguata trasparenza con familiari ed amici. Insomma il malato deve poter parlare liberamente della sua condizione e della sua morte prematura. Ciò lo aiuterà a vincere mille paure ed il timore di perdere il controllo del proprio corpo e della mente. Solo così potremo capire quali sono i suoi timori, le sue speranze e le sue volontà.

Chiaramente la condizione del malato si aggraverà ogni giorno che passa a causa delle forti terapie a cui viene costantemente sottoposto. Ma non bisogna mai dimenticare che il paziente deve essere sempre coinvolto nelle scelte terapeutiche e non. Bisogna garantire al malato la sua piena e più ampia dignità e la speranza di poter avviare un ciclo di cure mediche che magari si può rivelare più efficace. Così come è importante per il paziente conoscere il punto preciso del processo degenerativo della sua malattia e l’eventuale imminenza della morte. Questo consente alla nostra persona amata di partecipare a scelte importanti, poter decidere sul suo prossimo futuro. Gli consente di pensare di aver potuto fare tutto il possibile ed evitano la sensazione di essere uno scomodo problema per gli altri. E’ comprensibile che tutto ciò non è semplice ma è nostro dovere facilitare la conclusione di eventuali criticità ancora in essere che interessano la nostra persona amata al fine di evitare un domani inutili rimpianti.

Negli ultimi giorni di vita è importante confortare il nostro caro, prendergli la mano, ascoltare le sue ultime volontà rispondendogli chiaramente se sono realizzabili o meno. Tutto ciò lo aiuta, lo rassicura, lo fa sentire amato dalle persone a cui lui ha corrisposto il suo amore durante la vita che Dio ci ha donato.

Non bisogna reprimere le proprie lacrime dinanzi al nostro caro poiché questo gli consente a sua volta di consolarci, di sentirsi ancora utile e di manifestare ancora attenzioni per noi.

Ben venga tutto ciò che ci consente di esprimere sentimenti, affetto, speranza nei suoi confronti, sentimenti che magari possono accompagnare il nostro ultimo saluto terreno con la speranza di rivederlo nella Resurrezione. Sono proprio questi ultimi momenti quelli che ci rimarranno impressi per il resto della nostra vita.

Ecco tutto ciò che abbiamo descritto è ciò che l’Associazione Nazionale Tumori (A.N.T.) ci può offrire in termini pratici, fattivi e immediati. ANT è una associazione non profit, fondata nel 1978 dal Prof. Franco Pannuti, che opera da oltre trent’anni in 9 regioni d’Italia ed offre progetti di prevenzione oncologica gratuita.

Il termine “Eubiosia” (dal greco “la buona vita” ), intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, sino all’ultimo respiro, è lo spirito che ispira l’Associazione. ANT cura attività di ricerca e organizza corsi di formazione rivolti a volontari e professionisti. L'attività della Fondazione rappresenta la più ampia esperienza al mondo di assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai sofferenti di tumore. Dal 1985 ad oggi, ANT ha assistito oltre 85.000 sofferenti (dato aggiornato al 30 giugno 2011) in modo completamente gratuito, nei 20 Ospedali Domiciliari Oncologici (ODO-ANT). Ogni giorno sono più di 3.500 i Pazienti assistiti dai professionisti - Medici, Infermieri, Psicologi, Nutrizionisti, Fisioterapisti, Operatori socio-sanitari, Farmacisti e Funzionari - che lavorano per ANT e portano al domicilio del sofferente e alla sua famiglia tutte le necessarie cure di tipo ospedaliero e socio-assistenziale.

ANT non è solo assistenza, ma anche prevenzione oncologica: infatti, dal 2004, porta avanti progetti gratuiti di diagnosi precoce del melanoma, dei tumori tiroidei, ginecologici e mammari (quest'ultimi attivi a breve). Al 30 giugno 2011 sono state più di 38.000 le visite di prevenzione realizzate dalla Fondazione in 36 diverse province nell'ambito del solo Progetto Melanoma. A conferma dell'impegno nel campo della prevenzione, la sede nazionale della Fondazione, l'Istituto ANT di Bologna, ha visto nascere il Centro di Prevenzione Oncologica e Diagnosi Precoce, inaugurato il 24 novembre 2011, grazie alle molteplici donazioni ricevute. Cinque nuovi ambulatori dedicati alla consulenza e alla prevenzione saranno operativi a breve, affiancando le strutture già presenti presso l'Istituto e nelle altre sedi ANT in Italia, e l'Ambulatorio Mobile - Bus della Prevenzione.

 

La formazione si distingue come un'altra delle attività della Fondazione ANT, insieme allo sviluppo di progetti di ricerca. Il Dipartimento della Ricerca e dello Sviluppo Scientifico della Fondazione ANT svolge la propria attività avvalendosi di varie esperienze cliniche, da cui trae gli spunti propositivi per ottimizzare sempre più i livelli assistenziali sia da un punto di vista medico che di benessere globale.

La Delegazione ANT puoi trovarla anche ad Ostia (RM) in viale A. Piola Caselli 143.

Ecco perché è importante rilanciare e potenziare l’assistenza medica domiciliare per i malati terminali coinvolgendo le associazioni di volontariato E’ necessario focalizzare l’attenzione sull’importanza che queste persone trascorrano gli ultimi mesi di vita nella propria abitazione con i propri cari. La casa rappresenta, per i malati, il luogo pieno di sicurezza, di protezione, di affetto e di calore, dove le abitudini di una vita si sono consolidate, pieno di ricordi e della storia di una famiglia e proprio per questa ragione il malato terminale, nella maggior parte dei casi, preferisce rimanere nella propria casa e non in ospedale o in clinica.

E’ necessario incrementare in maniera massiva la collaborazione con le associazioni di volontariato presenti sul territorio ed all’occorenza promuovere la creazione di nuove, magari con il concreto e valido aiuto delle Istituzioni locali e centrali, intervenendo così su due punti importanti quali le esigenze di bilancio dell’associazione e soprattutto il benessere del paziente.

Ora tocca noi, a voi e a tutti coloro che sono animati di buona volontà e vogliono sostenere e partecipare in modo concreto alla missione proposta dall’ANT.

Io e gli amici della Scuola media Statale A. Vivaldi crediamo che questo tempo, che è anche di crisi economica, sociale e culturale, ci stimola a pensare, a rinnovare e favorire la crescita della nostra coscienza civica e l’affermarsi di valori quali la solidarietà, la partecipazione e la coesione, che magari possono offrire a noi ragazzi un mondo nuovo.

La nostra ambizione è quella di offrire un’opportunità e un pretesto in questa direzione. I risultati finora ottenuti a supporto dell’ANT ci confortano, ma il nostro impegno non è sufficiente senza il Vostro sostegno. Per questo Vi ringraziamo anticipatamente.

 

 

di Matteo Nappi